Archivio per Psicologia

Gemelli ascendente gemelli

Posted in Astrologia, Me, Riflessioni con i tag , , , , , on 17 Gennaio 2009 by pensieriaccatastati

Ho sempre ignorato gli oroscopi, ma mi ha sempre affascinato sapere ciò che l’astrologia dice a riguardo delle caratteristiche del proprio segno, ovviamente mi rendo conto che potrebbero essere tutte fantasie, ma mi incuriosiscono lo stesso. Quasi tutti i profili del mio segno che leggo, dicono del vero e mi fanno riflettere su alcuni lati del mio carattere. Vediamo in dettaglio cosa dice di me l’astrologia:

“Argento vivo addosso? Sei attivo, vivace, a volte nervoso, ogni questione ti incuriosisce, la fai tua rapidamente, ed è rapido il tuo passaggio ad altra questione.”
Attiva dipende dalle volte, vivace direi di si, nervosa parecchio, sono curiosissima anche riguardo a dettagli insignificanti faccio spesso domande che ai miei interlocutori sembrano senza importanza. D’altro canto non mi occupo per troppo tempo di un argomento.

“Ironico, hai il gusto della battuta, del gioco verbale, che a volte sostituisce la reale possibilità di inseguire ciò che la tua mente sforna, che la tua fantasia ti suggerisce.”
Verissimo, penso di essere estremamente ironica, quando parlo con qualcuno non riesco quasi mai a trattenermi dal fare battute, e amo tantissimo i giochi di parole.

“Hai il dono di un rapido apprendimento e di una buona sintesi. La noia ti assale quando arrivano delle responsabilità, il raziocinio, la routine, ed è importante per te mantenere le tue valvole di sfogo. “
Apprendo alla svelta ciò che mi interessa e non sono una persona che ama i giri di parole, preferisco arrivare subito al punto della situazione. E’ anche vero, e non me ne vanto, che quando si tratta di responsabilità non sempre sono entusiasta, e nonostante sia una perona abbastanza abitudinaria, quando mi sento troppo assalita dalla routine sono estremamente irritabile e fastidiosa. Credo di essere molto insopportabile per chi mi sta vicino.

“Non sono mai diffidenti, anzi a volte sono fin troppo sinceri e non si preoccupano di nuocere con la loro franchezza.”
Sul diffidente non mi trovo d’accordo, alcune esperienze mi hanno reso molto diffidente e perciò sono sempre sulla difensiva quando conosco nuove persone, dimostro sempre un certo distacco e non mi curo molto di apparire simpatica quando non mi va. Son fin troppo sincera anche se ho imparato che qualche volta è meglio mentire spudoratamente perchè le persone a volte han bisogno di sentirsi dire ciò che vogliono.

“Sono dispersivi, poco pazienti e se costretti a fare qualcosa diventano pigri e apatici.”
Dispersiva si, pochissimo paziente, e non faccio nulla che non voglia fare (tranne alcune eccezioni, che mi fanno irritare molto).

“Dovrebbero vivere in località elevate mentre la città potrebbe arrecare danni alla loro salute.”
Questa frase mi ha incuriosito, perchè io amo tantissimo la città, ma da quando la frequento la mia salute è tracollata in maniera devastante (Allergie, malattie improbabili, interventi chirurgici…).

“Sul piano intellettuale i gemelli rappresentano l’unione tra ragione e intuizione, dunque lo stato più elevato raggiungibile dall’essere umano.”
Frase molto generica ma devo dire molto modestamente azzecata.

“Nei rapporti personalità è in grado di oscillare dall’ardore all’indifferenza, dall’amore all’odio, dall’amicizia alla diffidenza con rapidità e disinvoltura sconvolgenti. “

Verissimo, non riesco a capire il perchè ma spesso passo da un’ idea all’altra alla velocità della luce, sono completamente disponibile a rivedere le mie posizioni su quasi tutto, ma su poche cose sono quasi irremovibile.

Sempre come l’adolescente, il Gemelli è legato in modo viscerale all’istinto ludico; “giuocare” gli è indispensabile come respirare, mangiare, dormire; giuochi di simulazione, di destrezza, di intelligenza. Nel giuoco egli esterna le proprie esigenze interiori, i sogni, le aspirazioni, le necessità che non può soddisfare in altro modo.
Penso che se mi dovessero dire di passare tutta la vita a giocare lo farei :-) Non passa giorno che non giochi, al computer, ai giochi della settimana enigmistica, al mare posso stare tutto il giorno sdraiata sulla sabbia con un libro di giochi come Focus giochi.

“Segno doppio, personalità doppia. Due teste pensanti in modo opposto in un unico corpo: prima del dialogo con il mondo esterno, il Gemelli deve affrontare il dialogo con sé stesso, con le sue due anime, una delle quali è sempre spettatrice critica di quello che fa l’altra… Una parte di sé troverà sempre da ridire su quello che fa la parte opposta. Per l’intera vita insomma, un Gemelli è attore-spettatore di sé stesso. Mai libero di agire in piena indipendenza, in completa soddisfazione. Di fronte alla necessità di una scelta tra l’agire in modo istintuale (uccidendo il razionale), o soffocare il passionale (rifugiandosi nel superiore distacco), ogni gemellino viene preso dal panico, rivive l’angoscia di Polluce che vede morire il fratello. Panico che lo paralizza. Chiedere ad un Gemelli di fare una scelta ben precisa, caso mai anche in breve tempo, significa infliggergli il più drammatico dei supplizi. “
Niente di più vero. Io ho seriamente una doppia perosnalità, son sempre in conflitto interiore, mi sembra spesso di avere dentro di me due persone sempre in disaccordo, per ogni cosa che faccio vedo il lato peggiore e ciò non mi aiuta e mi fa sentire parecchio insicura. Succede così anche agli altri segni? Inoltre sono terrorizzata dalle decisioni, è una cosa che mi costa sempre fatica fare. Questo lato di me occupa grande parte dei miei pensieri, e sarei interessata a saperne di più.

Per riflettere

Posted in Me, Psicologia, Riflessioni con i tag , , , on 9 Novembre 2008 by pensieriaccatastati

Ieri sera è successa una cosa singolare che mi ha fatto riflettere sulla nostra società, in quest’era in cui i pericoli si nascondono ovunque.
Tornando a casa dal cinema, siam passati in auto davanti a un ragazzino, avrà avuto 13-14 anni, che era seduto su un muretto di fianco alla strada alle 00.30 circa, solo. Siamo andati avanti un pezzo, ma poi ci siamo chiesti se non fosse il caso di fermarci per vedere se aveva bisogno di qualcosa, magari nessuno lo veniva più a prendere per tornare a casa. Allora abbiamo girato la macchina, siamo tornati indietro e abbiamo parcheggiato nel parcheggio di un negozio di mobili che stava vicino a quel muretto. Nico è sceso dalla macchina e gli ha chiesto: va tutto bene? In quel momento mi son resa conto che noi potevamo rappresentare un potenziale pericolo per il ragazzino, nonostante avessimo solo qualche anno più di lui. Infatti il ragazzino con aria allarmata si è tolto gli auricolari dalle orecchie (stava ascoltando l’Ipod) e si è subito alzato in segno di difesa, dicendo che andava tutto bene. L’abbiamo spaventato a morte, c’è talmente paura dei pedofili, dei malintenzionati, che anche quando vuoi fare una buona azione ti senti il cattivo, vi giuro mi son sentita in colpa come una ladra! Che brutta sensazione… Non pensavo che il mio ragazzo incutesse così paura, magari dovevo scendere io, vedendo una ragazza si sarebbe tranquillizzato… Mi chiedo se non abbiamo perso la misura delle cose…

Teorema dell’uomo che si morde la coda

Posted in Donna, Riflessioni, Sessualità con i tag , , , , on 16 Ottobre 2008 by pensieriaccatastati

La sessualità per la nostra donna n e uomo m è una faccenda molto complicata, e ora vedremo una delle questioni per le quali l’equilibrio di Nash è l’intersezione dei casi peggiori per entrambi.
La donna n, lo sappiamo tutti che non è santerellina come vuol far credere nè zoccola come ha paura di far credere. Vorrebbe solo di tanto in tanto godersi le sue scappatelle senza essere giudicata, per l’appunto, una zoccola. Così ogni tanto decide che in certe condizioni ambientali e con un certo tipo di fauna locale, avrebbe proprio voglia di ragionare solo con i Paesi Bassi. Non col cuore nè col cervello.
E qui subentra il Giudizio Universale. La donna che dona le sue Olande, è automaticamente equivalente alle donne nelle vetrine olandesi. Il maschietto m, si china sul maschietto p, che si china sul maschietto q: “tee (con fare brescobergamasco), ardà chela lè, lè na troia!”.
Fu così che la donna n che vorrebbe solo divertirsi una sera, la quale azione porterebbe anche a un eccellente svago per l’uomo m, si blocca davanti ai giudizi e alle malelingue che poi girerebbero sul suo conto.
Tesi: Donna n è insoddisfatta, uomo m è insoddisfatto, ma è lui che si è giocato il brutto tiro, e torna a casa con la “coda tra le gambe”.
Prendersi a badilate sulle palle darebbe lo stesso effetto.
Soluzione: caro m, dai e taci.

Teorema della donna (3)

Posted in Donna con i tag , , on 15 Ottobre 2008 by pensieriaccatastati

La donna n ha un vertice che gli crea problemi ancora più grossi che in tutto il resto del solido: i capelli.
Essi sono una vera incognita x.
Primo perchè n crede davvero di sapere qualcosa su di loro.
Crede di sapere come le piacciono. ERROR Press any key.
3 h per decidere il taglio, sfogliando 1q di riviste dal parrucchiere p. Egli intanto comincia a perdere i capelli a velocità costante.
Mentre le lame sferragliano come i treni sulle rotaie, n si guarda negli occhi con sguardo vacuo e spento. Ormai il processo è irreversibile. Il ciclo di Carnot è svampato signò.
Il parrucchiere p capisce che c’è un turbamento della condizione iniziale, è con i piedi allontana furtivo le ciocche per terra sotto il banco (magari non le vede, egli pensa).
Intanto n si è chiusa nella depressione carsica + terribile, e nel tentativo di non mostrare le sue angoscie, tira i muscoli dellla faccia modello Chucky, e parla di quanto il tempo sta cambiando.
Alla piega, ormai si fa largo un senso di rassegnazione: arrendiamoci, cresceranno.
A questo punto ogni tentativo è vano. Se li tiri, li vorrai ricci. Se fai la riga in parte la vorrai in mezzo. Se non hai fatto la frangia la vorresti, e se l’hai fatta ti sei pentita.
La povera ragazza armata di phon e piastra è diventata ormai una signora di mezz’età prima che tu le dica con voce titubante, delusa e piena di scuse: vanno bene.
Tesi: non importa che tu li voglia in un modo o nell’altro. Alla fine avresti voluto fare il contrario.
Soluzione: anestesia totale o tiro al dado.

Teorema della donna (2)

Posted in Donna con i tag , , on 14 Ottobre 2008 by pensieriaccatastati

Prendiamo una donna n (la stessa del teorema precedente) in condizioni standard (mediamente isterica, mediamente depressa, mediamente gelosa).
Ora prendiamo un uomo m, in condizoni standard (sempre quelle per tutta la vita, egli non soffre di continui sbalzi atmosferici).
Ipotizziamo che, se a m piace n, n non è minimamente interessata.
Inseriamo un disturbo nel segnale: la donna n + 1. Alla donna n + 1 piace m.
m, che nonostante sia magneticamente attratto da n non disdegna un rapporto di azione-reazione con n + 1, di cui n viene informata dall’amica pettegola p.
Tesi: n si sente improvvisamente attratta da m, e cerca di neutralizzare n + 1. m cerca di tenersi sulla bisettrice per più tempo possibile, fino a quando n neutralizza n+1, o viceversa. Cvd.
In linguaggio proverbiale, l’erba del vicino è sempre la più verde.

Traumi infantili

Posted in Me, Psicologia, Riflessioni con i tag , , , on 14 Ottobre 2008 by pensieriaccatastati

Oggi sto pensando alla puntata di “Che tempo che fa” di sabato, in cui c’è stato ospite Paolo Giordano (Lo scrittore del libro che ha vinto quest’anno il premio Strega “La solitudine dei numeri primi”). L’intervista ha toccato alcuni temi, uno di questi il trauma della bambina costretta dal padre a sciare, che rimane poi zoppa per un incidente sulla neve.
Questo mi ha fatto pensare a quanto è vero che dei traumi infantili, banali agli occhi degli adulti, possano condizionarci per tutta la vita. Tra quelli che posso ricordare c’è la permanenza all’asilo, nonostante avessi 4-5 anni (perchè a 3 non c’è stato verso di mandarmi) l’angoscia la ritrovo dentro di me ancora intatta: il disgusto di dover mangiare cose che non mi piacevano, di dover dormire con la testa appoggiata sul banco, e la paura che la mamma non mi venisse a prendere. Questa soprattutto mi ricordo, ogni giorno avevo la convinzione che mia mamma si dimenticasse di me.
Un’ altra sensazione fastidiosa ce l’ho nei confronti del corso di nuoto, ma la cosa strana è che non ci sono mai andata! Mi è bastato infatti, all’età di 5 anni credo, assistere a un corso di nuoto fatto da mio cugino di 2 anni più grande, per farmi decidere che io non ci sarei mai andata. Infatti alla fine ho impararato a nuotare, ma da sola, come da sola ho imparato a fare un sacco di cose dopo. Non mi è mai piaciuto farmi insegnare le cose, va bè ovvio che le materie scolastiche per forza (e per fortuna) ma proprio il rapporto tra chi insegna e chi impara lo vedo sempre con un pizzico di sospetto…non so se sia perchè non mi fido delle persone oppure perchè sono indispettita dal non saper fare una cosa. Me lo chiedo spesso.
Però i traumi che lasciano di più la traccia sono le cattiverie dei compagni di classe. Basta una stupidata, che da bambino tutto si amplifica perchè non hai le conoscenze e l’esperienza necessaria per difenderti. Ho dei casi che mi vengono in mente, ma ovviamente son troppo privati per scriverli in un blog, ma mi ricordo ancora i soggetti, e nonostante ora siano bravissime persone e tutto il resto, resta ancora un pò di antipatia a causa di quelle cose apparentemente banali ma che ti segnano per tutta la vita.

Teorema della donna (1)

Posted in Donna con i tag , , on 10 Ottobre 2008 by pensieriaccatastati

Prendiamo una donna n, appartenente all’insieme N dei numeri interi con n=[1,∞].
Mettiamola davanti al suo armadio verso il mese dell’anno m=10 con m=[1,12].
Siamo nell’anno a.
Ipotizziamo un fattore freddo e un vettore vento, che causa la ricerca di copertura dell’insieme n.
La donna n apre l’armadio, e ciò da luogo a una mancanza di pressione dovuta alla bassa temperatura e alla bassa densità dei vestiti pesanti.
Problema: non c’è più niente da indossare. Quello che fino all’anno a-1 permetteva a n di non girovagare nuda all’improvviso è evaporato. O peggio, si è ridotto di una taglia t, con t>1.
Ciò provoca un crollo del ph, con conseguente aumento di acidità interna, peggioramento dei comportamenti, e una diminuzione del fattore stima in se stessa inversamente proporzionale alla disponibilità economica di n.
Soluzione: shopping. Cvd.

In & Out: tra interno ed esterno

Posted in Me, Persone, Psicologia, Riflessioni con i tag , , , on 6 Maggio 2008 by pensieriaccatastati

Uno dei pensieri che spesso mi frullano per la testa è il rapporto tra l’io e tutte le altre persone.
Per esempio, la capacità di affrontare certi tipi di discorsi che solo dopo un certo periodo di frequentazione sarebbe “buon costume” fare… E io mi chiedo… Perchè? Perchè bisogna aspettare un pò per poter smettere di parlare del più e del meno, che annoia entrambi, e non si può iniziare subito a parlare da persona a persona, e non da persona ad estraneo? In fondo, tutti dentro di noi siamo disinibiti, prolissi, e sboccati, mentre invece con gli altri ci vuol sempre un momento per sintonizzarsi sulle onde giuste… Proporrei di andare in giro con un cartello in fronte: “Il mio cervello è aperto, sono una persona come te, anch’io ho mi faccio influenzare dalla prima impressione e penso cattiverie gratuite che non ammetterei mai di pensare”. E allora via la maschera, siamo tutti un pò stronzi, volgari e maleducati. Paura di ammetterlo?