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Laicità e stato – Anni 60

24 Apr

Il primo presidente cattolico degli Usa e la «separazione assoluta» tra Chiesa e Stato
Tratto dal discorso tenuto da JOHN FITZGERALD KENNEDY il 12 settembre 1960 – Greater Houston Ministerial Association

Mia nota: Siamo nel 2008, sono passati 48 anni, ci sentiamo moderni, tecnologici, ma in Italia non ho ancora sentito il minimo sentore di ciò che state per leggere, da parte di capi di stato o affini. Ci stupiamo che questo uomo sia stato assassinato?

[…]Io credo in un’America in cui la separazione di Chiesa e Stato sia assoluta e in cui nessun prelato cattolico possa insegnare al Presidente (qualora questi sia cattolico) quel che deve fare, e in cui nessun pastore protestante possa imporre ai suoi parrocchiani per chi votare; un’America in cui a nessuna Chiesa o scuola di carattere confessionale siano concesse sovvenzioni tratte dal pubblico denaro oppure preferenze politiche, e in cui a nessuno sia impedito di accedere a un pubblico ufficio, solo perché la sua religione differisce da quella del Presidente in grado di nominarlo o del pubblico in grado di eleggervelo.
Io credo in un’America che ufficialmente non sia cattolica né protestante né ebraica; in cui nessun pubblico ufficiale richieda o accetti istruzioni sulla politica da seguire vuoi dal Papa, vuoi dal Concilio nazionale delle Chiese, vuoi da altre fonti ecclesiastiche; un’America in cui nessun organismo confessionale cerchi di imporre, direttamente o indirettamente, la propria volontà al popolo in generale ovvero alle iniziative dei pubblici funzionari, e in cui la libertà di religione sia una e indivisibile, talché ogni azione contro una delle Chiese sia considerata attentato contro la nazione nel suo complesso. (…)
Infine, io credo in un’America in cui prima o poi l’intolleranza religiosa sia destinata a sparire, e in cui tutti gli individui e tutte le Chiese siano trattati da eguali; un’America in cui ognuno abbia lo stesso diritto di frequentare o no la Chiesa che si è scelta, e in cui non si diano voti cattolici o anticattolici, e in generale nessun blocco di voti di alcuna specie: in cui cattolici, protestanti ed ebrei, laici o ecclesiastici che siano, si astengano da quegli atteggiamenti di disprezzo e ostilità che tanto spesso hanno in passato intralciato la loro azione, per promuovere invece l’ideale della fratellanza tra i cittadini americani. Questa è l’America nella quale io credo, ed è anche il tipo di ufficio presidenziale nel quale io credo; un ufficio d’importanza somma che non deve essere né umiliato, facendone lo strumento di questo o quello schieramento confessionale, né insozzato, negando arbitrariamente la possibilità di accedervi a un membro di qualsivoglia raggruppamento confessionale. Il mio ideale è quello di un Presidente le cui opinioni religiose siano questione che riguardi lui solo e cui esse non siano imposte dalla nazione, e tanto meno imposte quale condizione per il mantenimento
del suddetto ufficio.
[…]E invero, è per un’America del genere che i nostri padri son morti, allorché qui vennero a rifugiarsi per sfuggire all’obbligo dei giuramenti confessionali, di quelle manifestazioni di fedeltà che impedivano l’accesso agli uffici pubblici ai membri delle Chiese meno favorite; è per un’America del genere che son morti i nostri padri, lottando per la Costituzione, per la Dichiarazione dei diritti, per lo Statuto della libertà religiosa della Virginia, e allorché combatterono in quel santuario dell’America cui mi son recato in visita quest’oggi: Alamo.Perché qui, fianco a fianco, caddero Jim Bowie e Davy Crockett, Fuentes e McCafferty, Bailey e Bedillio e Carey, eppure nessuno è in grado di dire se erano cattolici oppure no. Perché in quel caso non si trattava di una prova di carattere religioso.
E io qui, questa sera, vi imploro di seguire questa tradizione e di giudicarmi in base all’opera da me compiuta al Congresso nel corso di quattordici anni: le mie dichiarate prese di posizione contro l’invio di un ambasciatore presso il Vaticano, contro l’aiuto anticostituzionale alle scuole parrocchiali, contro ogni forma di boicottaggio delle scuole pubbliche (che io stesso ho frequentato); e vi chiedo di non giudicarmi sulla scorta di quei libelli e di quelle pubblicazioni che noi tutti abbiamo avuto sotto mano, e nelle quali si raccolgono, dopo averle accuratamente trascelte, citazioni scisse dal contesto di questa o quella dichiarazione fatta da capi della Chiesa cattolica, di regola in altri Paesi, assai spesso nel corso di periodi storici precedenti, e che assai di rado hanno una qualche pertinenza con la nostra situazione. Siffatte pubblicazioni sempre omettono, naturalmente, la dichiarazione dei vescovi americani del 1948, mediante la quale i dignitari della Chiesa cattolica presero apertamente posizione a favore della separazione di Chiesa e Stato.[…]

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5 commenti

Pubblicato da su 24 aprile 2008 in Politica, Religione, Riflessioni

 

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5 risposte a “Laicità e stato – Anni 60

  1. sparkaos

    24 aprile 2008 at 12:34

    beh mi sa che in Italia forse i nostri discendenti tra venti o 30 generazioni se va bene sentiranno qualcosa di simile

    P.S. prefrisco i discorsi del fratello, infatti quello non ce l’hanno fatto proprio arrivare alla presidenza

     
  2. robex

    24 aprile 2008 at 12:37

    Ciao,
    guarda un po’ questo indirizzo http://razionalismo.wordpress.com/2008/04/21/toto-ministri-del-direttore-di-radio-maria/

    e dimmi se non e’ scandaloso cosa dice Radio Maria al nuovo governo… alla faccia della spiritualita’.

     
  3. pensieriaccatastati

    24 aprile 2008 at 14:25

    Guarda, la mia opinione sull’aborto è semplice: chiunque si permetta di dire che una donna non può essere libera di scegliere di abortire, la vedo come un’offesa alla libertà di una donna e più in generale di una persona.
    Se ciò viene poi detto dal Vaticano o da chi per lui mi offende a maggior ragione, e la gente che gli da retta mi fa venire parecchi dubbi sul fatto che usi la propria ragione.

     
  4. colopten

    24 aprile 2008 at 18:30

    Ciao Vale! per quanto riguarda l’aborto anche io credo che non sia da escludere a priori, mi spiego: prendiamo una ragazza che come me rimane incinta a 18 anni (se non prima), è giusto che abbia la possibilità di scegliere, oppure prendiamo una donna che scopre di aspettare un bambino con qualche grave problema di salute (non sto a specificare, ma sottolineo il grave), non è detto che in questi casi uno se la senta di portare a termine la gravidanza, perchè la scelta implica una profonda svolta della propria vita, non tutti possono essere capaci di sostenere una situazione del genere (dopo succede come a quelli che alla fine sbottano e ammazzano i figli down, o li affogano nella vaschetta), e non si può neanche obbligare una persona a partorire per forza anche se il figlio poi non se lo terrà, primo perchè un parto non è una passeggiata, non si sa mai quello che può succedere e cosa ne può derivare, secondo per la serie di situazioni che si verebbero a creare, pensate a una ragazza che da via il figlio in adozione, cresce e decide di tornare a prenderselo, o il figlio che cresce e decide di cercare la madre, è un argomento troppo delicato per poter decidere così con una legge…magari si potranno porre dei limiti…non più in la del 5 mese perchè beh al quinto mesè è già un bambolottino e sarebbe molto poco umano però caspita non si può togliere la facoltà di scelta, proprio perchè è una questione troppo individuale che non può essere generalizzata, di quello che dice la chiesa possiamo tranquillamente fregarcene, non merita di essere ascoltata una chiesa che predica delle cose e ne fa altre…io tornerò ad ascoltarla quando smetterà di navigare nell’oro ed i favoritismi, quando i preti smetteranno di farsi le suore di nascosto e magari per porre fine a sta falsità potranno sposarsi, quando nei volantini della mia parrocchia smetteranno di scrivere offerta minima…perchè in tal caso non si chiama offerta ma tassa! scusate ma io mi dilungo sempre ciao!

     
  5. robex

    26 aprile 2008 at 00:59

    ” quando i preti smetteranno di farsi le suore di nascosto e magari per porre fine a sta falsità potranno sposarsi ”

    Si, infatti se chiedete ad un po’ di ragazze che sono state in collegio magari non ve lo dicono subito, ma dopo un po’ vi raccontano di suore che ne facevano di tutti i colori… 😀

     

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