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Il sesso è peccato?

05 Ago


Perchè il sesso prematrimoniale è considerato peccato?Perchè è un argomento tabù? Perchè tutta questa demonizzazione nei secoli di un gesto così semplice e naturale? La vera perversione del sesso è considerarlo una cosa peccaminosa… Se non avessimo tutte queste barriere “cultu-religiose” i problemi che poi davvero si creano come conseguenza a questa visione (violenze, ossessioni,…) forse non ci sarebbero… Organizzazioni che sponsorizzano la castità… A che scopo? Sarebbe come dire ho la bocca ma non mangio… Non capisco. W la mente libera da ogni religione. W la vita. Sulla terra.

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6 commenti

Pubblicato da su 5 agosto 2008 in Riflessioni

 

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6 risposte a “Il sesso è peccato?

  1. Pedro

    9 agosto 2008 at 12:22

    Aggiungerei anche W la…

     
  2. pensieriaccatastati

    9 agosto 2008 at 12:25

    Ma sentimi…che razza di commento è???E’ un post serio questo….hai sempre quello per la testa….

     
  3. Sergio

    13 agosto 2008 at 17:41

    in una parola: no

     
  4. geryo

    19 agosto 2008 at 01:32

    La risposta alla tua domanda è in definitiva semplice, ma richiede una breve premessa.
    Anzitutto, analizziamo la natura stessa dell’uomo e l’essenza del divieto del sesso prematrimoniale. Noi esseri umani dobbiamo ricordarci, quantomeno di tanto in tanto, che non siamo altro che animali, esseri irrazionali e istintivi, che solo grazie all’evoluzione che abbiamo subito possiamo usufruire di ciò che chiamiamo intelletto. Tuttavia, gli istinti naturali sono presenti in noi oggi come cinquecentomila anni fa; noi amiamo, noi odiamo, noi abbiamo paure irrazionali e indomabili, noi uccidiamo per futili motivi.
    Come si può ben notare, l’elenco delle pulsioni che proviamo sono spesso volte ad un concetto generalmente considerato negativo (odio, paura…) e quindi ci si dovrebbe chiedere come mai l’uomo, un animale socievole sebbene spinto dal desiderio di emergere, di primeggiare, non si sia autodistrutto, perché questa è la conclusione di una tale spirale di violenza. La risposta a questo è la cultura, o meglio, la società. E la società, almeno come la possiamo concepire, è basata su regole e divieti che pongono freno alle nostre pulsioni naturali. Noi esseri umani ci siamo elevati al rango di dèi, noi ci siamo posti al di sopra della nostra stessa natura, privandoci di molte libertà con l’unico scopo di convivere pacificamente. O meglio, questo è l’intento.
    Ma non si può porre un freno alla nostra stessa natura e anche in una concezione di questo tipo, vi è sempre il desiderio di emergere, di infrangere i limiti anche se li avevamo posti noi stessi per la nostra incolumità e per la preservazione della specie. Fintanto che le regole sono create dagli uomini, gli uomini difficilmente le seguiranno, e solo se sono stati partecipi del processo creativo che ha portato alla loro stesura oppure se ne comprendono fino in fondo la loro legittimità.
    Solo delle regole create dagli dèi possono essere incontrvertibili, solo delle regole che sono imposte da esseri al di sopra della nostra natura possono essere accettate dalla mente umana, sia pur con una riserva. La nostra razionalità pragmatica non si priverà mai di qualcosa senza un corrispettivo. E il corrispettivo è la promessa, fatta dagli dèi, di un’altra vita, di un mondo perfetto, di un mondo in cui potremo vivere finalmente secondo la nostra natura e provare solamente ciò che nel senso comune ha un’accezione positiva.
    Ma per agognare a tanta bellezza non possiamo privarci solo della parte che consideriamo peggiore, non possiamo consentire a tutti di vivere nel mondo perfetto, altrimenti diverrebbe una seconda terra, fatta di violenza e soppraffazione. Dobbiamo primeggiare anche in questa situazione! Dobbiamo distinguere i meritevoli. E i meritevoli sono coloro che sanno soffrire e privarsi anche di quelle pulsioni che la natura ci ha reso gradevoli perché la caducità di quelle emozioni, di quelle sensazioni, di quei desideri e di quei piaceri è blasfema in confronto alla bellezza ultraterrena. Quindi, chi preferisce vivere secondo natura, non merita la bellezza eterna.
    Questo è il lascito delle religioni monoteiste. Questo è il concetto che ha soggiogato la cultura occidentale per millenni. Questa è la tenebra che ha oscurato gli dèi pagani costruiti a misura d’uomo.
    Questa è la risposta alla tua domanda. Noi esseri umani nonostante non parliamo d’altro, temiamo la libertà, temiamo essere artefici del nostro destino, temiamo le nostre decisioni, perché nel momento in cui agiamo con libertà, quando costruiamo le dighe per arginare la sorte, ogni volta che ci assumiamo la piena responsabilità di una decisione, siamo soli. Non c’è nessuno che ci dica se abbiamo fatto bene o male. Ed è per questo che accettiamo tutte le imposizioni che di secolo in secolo si sono trasformate in usi e tradizioni spesso incomprensibili. Ma noi le seguiamo lo stesso. Noi vogliamo la bellezza dopo la morte. Noi vogliamo vivere in un mondo perfetto.

    Noi vogliamo vivere in eterno.

     
  5. pensieriaccatastati

    19 agosto 2008 at 11:26

    Geryo dice:

    “Solo delle regole create dagli dèi possono essere incontrvertibili, solo delle regole che sono imposte da esseri al di sopra della nostra natura possono essere accettate dalla mente umana, sia pur con una riserva.”

    Da qui immagino la nascita di sacre scritture, comandamenti. Se con una difficilissima opera di astrazione e autoconvincimento ci rendessimo conto che sono opera dell’uomo è vero, non sarebbe così legittimo ascoltarle e seguirle.

     
  6. Tita

    13 novembre 2008 at 17:53

    Breve???? 🙂
    Comunque. Tra gli istinti naturali è compreso anche quello di sopravvivenza e di aggregazione, tanto per precisare…

    Non sono d’accordo. Anche in mancanza di ”cultura” come la intendiamo noi le specie animali non si autodistruggono, al massimo si estinguono per cause naturali legate più all’ambiente o all’uomo stesso con la sua urbanizzazione e il suo amore per tutto ciò che produce denaro. Questo secondo me è l’istinto più distruttivo.

    Solo delle regole create dagli dèi possono essere incontrvertibili…questo può anche darsi, ma non per tutti! Come al solito si fa di tutta l’erba una fascio. Per molti, al contrario (o almeno per me), le regole migliori sono quelle poste da se stessi, morale laica pura e semplice. Le stesse persone generalmente (o almeno io), non credono neanche che una vita migliore ci sia, perchè bisogna vivere questa, rendere questa vita la migliore, non aspettarne un’altra.

    Di nuovo può darsi, ma non per tutti. C’è chi sta bene sotto il giogo, che vive come gli dicono di vivere, che aspetta i comandi di qualcuno per procedere. C’è invece chi vuole davvero al libertà. E chi cerca trova, come si suol dire. Non è facile gestire la propria libertà, questo è vero, ma è comunque il bene più prezioso che un uomo possa avere e personalmente cercherò di essere libera il più possibile, per tutta la vita.

     

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