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Traumi infantili

14 Ott

Oggi sto pensando alla puntata di “Che tempo che fa” di sabato, in cui c’è stato ospite Paolo Giordano (Lo scrittore del libro che ha vinto quest’anno il premio Strega “La solitudine dei numeri primi”). L’intervista ha toccato alcuni temi, uno di questi il trauma della bambina costretta dal padre a sciare, che rimane poi zoppa per un incidente sulla neve.
Questo mi ha fatto pensare a quanto è vero che dei traumi infantili, banali agli occhi degli adulti, possano condizionarci per tutta la vita. Tra quelli che posso ricordare c’è la permanenza all’asilo, nonostante avessi 4-5 anni (perchè a 3 non c’è stato verso di mandarmi) l’angoscia la ritrovo dentro di me ancora intatta: il disgusto di dover mangiare cose che non mi piacevano, di dover dormire con la testa appoggiata sul banco, e la paura che la mamma non mi venisse a prendere. Questa soprattutto mi ricordo, ogni giorno avevo la convinzione che mia mamma si dimenticasse di me.
Un’ altra sensazione fastidiosa ce l’ho nei confronti del corso di nuoto, ma la cosa strana è che non ci sono mai andata! Mi è bastato infatti, all’età di 5 anni credo, assistere a un corso di nuoto fatto da mio cugino di 2 anni più grande, per farmi decidere che io non ci sarei mai andata. Infatti alla fine ho impararato a nuotare, ma da sola, come da sola ho imparato a fare un sacco di cose dopo. Non mi è mai piaciuto farmi insegnare le cose, va bè ovvio che le materie scolastiche per forza (e per fortuna) ma proprio il rapporto tra chi insegna e chi impara lo vedo sempre con un pizzico di sospetto…non so se sia perchè non mi fido delle persone oppure perchè sono indispettita dal non saper fare una cosa. Me lo chiedo spesso.
Però i traumi che lasciano di più la traccia sono le cattiverie dei compagni di classe. Basta una stupidata, che da bambino tutto si amplifica perchè non hai le conoscenze e l’esperienza necessaria per difenderti. Ho dei casi che mi vengono in mente, ma ovviamente son troppo privati per scriverli in un blog, ma mi ricordo ancora i soggetti, e nonostante ora siano bravissime persone e tutto il resto, resta ancora un pò di antipatia a causa di quelle cose apparentemente banali ma che ti segnano per tutta la vita.

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Pubblicato da su 14 ottobre 2008 in Me, Psicologia, Riflessioni

 

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