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Shoot for the moon


“Shoot for the moon. Even if you miss it, you’ll land among the stars.”

Cosa significa questa frase per me?

Significa che prima si prova ad arrivare dove pochi arrivano, prima si vola, che per atterrare c’è sempre tempo.
Ieri ho avuto il mio primo colloquio di lavoro. Non ho potuto accettare perchè mi mancano pochi esami per finire l’università, e se cominciassi a lavorare proprio ora, laurea addio.
Quel lavoro sarebbe anche abbastanza interessante e di questi tempi non è lecito lamentarsi però… sarebbe in un paese vicinissimo al mio, ok no costi alloggio, pochi costi benzina, comincerei ad avere una parvenza di indipendenza economica ma… tutto ciò che finora ho sempre sognato? Io voglio puntare in alto, tanto poi si fa sempre in tempo a ridiscendere sulla terra, il problema è la spinta iniziale che hai solo quando sei giovane… sbaglio?

Parlando in concreto, io voglio lavorare all’estero. Ho paura che se mi installo subito qui, non me ne andrò mai più. Mentre se me ne vado sarò sempre a tempo a tornare qui. Io voglio tanto per me, e se voglio una cosa la ottengo, in un modo o nell’altro.

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Aborto & Co.


Ragazzi, sono in Svezia e quelle poche volte che mi capita di leggere cosa accade in Italia mi si rizzano i capelli in testa. Ancora cercano di bloccare in extremis la pillola abortiva Ru486? Ma non si sono ancora stufati di andare contro alle libere scelte che le persone hanno il diritto di poter fare e di far qualcosa per evitare che tutti gli italiani emigrino all’estero????? Io come donna, voglio poter avere il DIRITTO di decidere cosa accade dentro al mio corpo, ed agire su me stessa come meglio credo. Branco di bigotti e moralisti senza cervello, tutti bravi a fare i predicatori delle cose giuste, molte volte si deve fare una scelta dolorosa ma necessaria e VOGLIO poter scegliere se farla con un farmaco o chirurgicamente. Purtroppo se la gente crede che sia un rimedio anticoncezionale, è ancora colpa vostra, gentaglia cattolica che sputa sentenze contro gli altri mentre nella sua vita magari combina delle cose terribili senza nemmeno rendersene conto perchè troppo occupata a spiare fuori dalla finestra. Voi, che ascoltate ancora chi nel 2000 e passa va contro il preservativo. Voi che preferite credere in qualcosa che vedere quello che davvero c’è. Mi fate schifo e spero di non avere mai bisogno del vostro aiuto.

 
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Pubblicato da su 26 novembre 2009 in Donna, Religione, Sessualità

 

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10 errori di stile “imperdonabili”


Preso da margherita.net:
Nota mia: finalmente, come leggerete, è out la pancia scoperta!Come non mi piace… E non dico questo perchè sono invidiosa di chi può permetterselo, perchè la pancia non ce l’ho… solo che proprio non mi piace.

Fashion faux pas. Fashion crimes. Errori di stile da non fare mai (anche se presto o tardi capiterà a tutte noi). Dalla pancia scoperta alle mutandine in vista. Dal pantacollant troppo aderente e rivelatore ai pantaloni troppi corti. Ecco gli errori più imperdonabili, da evitare a tutti i costi.

1. La pancia scoperta. La pancia scoperta è ‘out’ (come anche Britney d’altronde). Assicuratevi di comprare top, camicette e maglioncini che coprano almeno il bordo di pantaloni e gonne. Soprattutto in inverno non è di sicuro raffinato presentarsi con la pancia al vento. L’errore peggiore? Una pancia nuda sotto un giubbotto invernale.

2. Le mutande in vista. Lo sapete vero, che è di moda la vita alta? Dunque vietato mostrare le mutande, o peggio ancora, il sedere. Anche con il boxer che esce dalle mutande non ci si salva più. Il sedere (e le mutande) vanno coperti. Punto e basta.

3. Lo slip con cuciture sotto pantaloni trasparenti. Altro errore abbastanza imperdonabile che capita più spesso d’estate (ma non solo): i ‘contorni’ dello slip che si vedono oltre i pantaloni. Se indossate pantaloni dal materiale fine, bisogna scegliere anche gli slip adatti.

4. Il pantalone rivelatore. Pantaloni troppo stretti o troppo piccoli possono segnare in modo piuttosto evidente e per nulla sexy la zona tra le gambe. Evitate questo effetto/difetto, sempre e comunque!

5. La camicetta con le pieghe dello stendiabiti. Anche l’abito più caro perde il suo fascino se indossato stropicciato.

Se non avete tempo per stirare i vestiti, allora non indossateli (e optate per un capo che non deve essere stirato come un abitino in lana)

6. Non indossate lana che infeltrisce. Non indossate capi in lana che si infeltriscono. Per evitare il cosiddetto ‘effetto pallini’, trattate i capi in lana con la dovuta cura e assicuratevi, se li indossate, di non portare la borsa a contatto con il capo (per evitare che si formino pelucchi). Se invece la lana – nonostante le vostre cure – si infeltrisce, passateci sopra – con mano leggera – una lametta da barba (non troppo affilata) per togliere i pallini.

7. Pantaloni troppo corti. No ai pantaloni troppo corti. Chiedetevi perciò già al momento dell’acquisto con quali scarpe (e soprattutto che tacco) avete intenzione di portarli.

8. ‘Overdressed’, troppo trendy. Sì, si può essere troppo trendy. Seguite le tendenze, se volete, ma non esagerate e aggiungete sempre un tocco personale al vostro outfit.

9. Pancia strabordante (con bottone che protesta). Il bottone dei pantaloni si chiude a malapena, la pancia straborda? C’è soltanto una soluzione. Non indossateli a tutti i costi e comprate una taglia più grande. Non è tanto importante la misura indicata sull’etichetta dei vostri pantaloni, ma piuttosto la figura che ci fate!

10. Calze rotte. Sono di nuovo di moda le calze di nylon. Intere, per intenderci. Tenetene sempre un paio extra in borsa. Le calze smagliate non sono proprio eleganti, e tanto meno quelle con chiazze di smalto per le unghie che teoricamente dovrebbero fermare le smagliature.

 
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Pubblicato da su 13 novembre 2008 in Donna, Moda

 

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Teorema dell’uomo che si morde la coda


La sessualità per la nostra donna n e uomo m è una faccenda molto complicata, e ora vedremo una delle questioni per le quali l’equilibrio di Nash è l’intersezione dei casi peggiori per entrambi.
La donna n, lo sappiamo tutti che non è santerellina come vuol far credere nè zoccola come ha paura di far credere. Vorrebbe solo di tanto in tanto godersi le sue scappatelle senza essere giudicata, per l’appunto, una zoccola. Così ogni tanto decide che in certe condizioni ambientali e con un certo tipo di fauna locale, avrebbe proprio voglia di ragionare solo con i Paesi Bassi. Non col cuore nè col cervello.
E qui subentra il Giudizio Universale. La donna che dona le sue Olande, è automaticamente equivalente alle donne nelle vetrine olandesi. Il maschietto m, si china sul maschietto p, che si china sul maschietto q: “tee (con fare brescobergamasco), ardà chela lè, lè na troia!”.
Fu così che la donna n che vorrebbe solo divertirsi una sera, la quale azione porterebbe anche a un eccellente svago per l’uomo m, si blocca davanti ai giudizi e alle malelingue che poi girerebbero sul suo conto.
Tesi: Donna n è insoddisfatta, uomo m è insoddisfatto, ma è lui che si è giocato il brutto tiro, e torna a casa con la “coda tra le gambe”.
Prendersi a badilate sulle palle darebbe lo stesso effetto.
Soluzione: caro m, dai e taci.

 
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Pubblicato da su 16 ottobre 2008 in Donna, Riflessioni, Sessualità

 

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Teorema della donna (3)


La donna n ha un vertice che gli crea problemi ancora più grossi che in tutto il resto del solido: i capelli.
Essi sono una vera incognita x.
Primo perchè n crede davvero di sapere qualcosa su di loro.
Crede di sapere come le piacciono. ERROR Press any key.
3 h per decidere il taglio, sfogliando 1q di riviste dal parrucchiere p. Egli intanto comincia a perdere i capelli a velocità costante.
Mentre le lame sferragliano come i treni sulle rotaie, n si guarda negli occhi con sguardo vacuo e spento. Ormai il processo è irreversibile. Il ciclo di Carnot è svampato signò.
Il parrucchiere p capisce che c’è un turbamento della condizione iniziale, è con i piedi allontana furtivo le ciocche per terra sotto il banco (magari non le vede, egli pensa).
Intanto n si è chiusa nella depressione carsica + terribile, e nel tentativo di non mostrare le sue angoscie, tira i muscoli dellla faccia modello Chucky, e parla di quanto il tempo sta cambiando.
Alla piega, ormai si fa largo un senso di rassegnazione: arrendiamoci, cresceranno.
A questo punto ogni tentativo è vano. Se li tiri, li vorrai ricci. Se fai la riga in parte la vorrai in mezzo. Se non hai fatto la frangia la vorresti, e se l’hai fatta ti sei pentita.
La povera ragazza armata di phon e piastra è diventata ormai una signora di mezz’età prima che tu le dica con voce titubante, delusa e piena di scuse: vanno bene.
Tesi: non importa che tu li voglia in un modo o nell’altro. Alla fine avresti voluto fare il contrario.
Soluzione: anestesia totale o tiro al dado.

 
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Pubblicato da su 15 ottobre 2008 in Donna

 

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Teorema della donna (2)


Prendiamo una donna n (la stessa del teorema precedente) in condizioni standard (mediamente isterica, mediamente depressa, mediamente gelosa).
Ora prendiamo un uomo m, in condizoni standard (sempre quelle per tutta la vita, egli non soffre di continui sbalzi atmosferici).
Ipotizziamo che, se a m piace n, n non è minimamente interessata.
Inseriamo un disturbo nel segnale: la donna n + 1. Alla donna n + 1 piace m.
m, che nonostante sia magneticamente attratto da n non disdegna un rapporto di azione-reazione con n + 1, di cui n viene informata dall’amica pettegola p.
Tesi: n si sente improvvisamente attratta da m, e cerca di neutralizzare n + 1. m cerca di tenersi sulla bisettrice per più tempo possibile, fino a quando n neutralizza n+1, o viceversa. Cvd.
In linguaggio proverbiale, l’erba del vicino è sempre la più verde.

 
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Pubblicato da su 14 ottobre 2008 in Donna

 

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Teorema della donna (1)


Prendiamo una donna n, appartenente all’insieme N dei numeri interi con n=[1,∞].
Mettiamola davanti al suo armadio verso il mese dell’anno m=10 con m=[1,12].
Siamo nell’anno a.
Ipotizziamo un fattore freddo e un vettore vento, che causa la ricerca di copertura dell’insieme n.
La donna n apre l’armadio, e ciò da luogo a una mancanza di pressione dovuta alla bassa temperatura e alla bassa densità dei vestiti pesanti.
Problema: non c’è più niente da indossare. Quello che fino all’anno a-1 permetteva a n di non girovagare nuda all’improvviso è evaporato. O peggio, si è ridotto di una taglia t, con t>1.
Ciò provoca un crollo del ph, con conseguente aumento di acidità interna, peggioramento dei comportamenti, e una diminuzione del fattore stima in se stessa inversamente proporzionale alla disponibilità economica di n.
Soluzione: shopping. Cvd.

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2008 in Donna

 

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