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Discoteca


Ieri sera festa universitaria in discoteca, un evento “assolutamente imperdibile”, guai se si manca, tutte le prevendite sono finite… ok. Ora vi dirò le mie sensazioni in mezzo a quel bordello assurdo perchè secondo me c’è bisogno di un attimo di riflessione.
Arrivati, si entra, non ancora tanto pieno, musica mediamente soft, si comincia ad andare a prendere qualcosa da bere al bancone. Passata mezz’oretta già si comincia a riempire, e già mi spazientisco perchè non è molto piacevole essere sballottati qua e là da gente che vuole a tutti i costi passare (ma dove andranno tutti?). L’atmosfera si scalda, la musica diventa più ritmica e i corpi cominciano a muoversi (più o meno armoniosamente). Tunz tunz tunz. La socialità comincia a venire meno (come fai a parlare con tutto quel chiasso?), tutti che cercano di comunicare con i propri amici telepaticamente perchè con la voce è impossibile, il vocalist che continua a sparar cazzate mentre se ne sta comodo comodo in uno spazio tutto per lui, e la temperatura che raggiunge i 35° con una saturazione del 90%. Mi guardo intorno: sembra che tutti si stiano divertendo da morire. Son solo io che ho qualche dubbio riguardo a quanto sia divertente tutto ciò? Mi fan malissimo i piedi (i tacchi da 10 non aiutano), ho un pò di sonno (in parte dovuto all’alcool del mojito in parte dovuto al fatto che mi son svegliata la mattina alle 7), ho caldo e quando vado vicino alle porte ho freddo. Mi sa che c’è qualcosa che non va in me. Son l’unica che non si diverte. Allora oggi ho avuto il tempo di riflettere su tutto questo. La mia opinione è che la gente si sforzi di essere più figa e sorridente possibile in una sorta di effetto placebo: si autoconvincono di essere nel posto più divertente del mondo, come chi si convince che l’omeopatia curi le malattie. Ora mettiamo in chiaro una cosa sulla mia situazione: io ho il ragazzo e non mi interessa minimamente fare nuove conquiste, ed è questa la ragione per la quale non mi diverto, perchè in discoteca uno si diverte se ha, o quanto meno spera di avere, un obiettivo: cuccare (termine antico che significa bombare, limonare duro per i più trendy e cool dei miei lettori). Se ci vado io in discoteca, per quanto mi piaccia ballare e fare anche la stupida quando serve (ma la musica di ieri sera mi è apparsa non così fantastica) mi dispiace tanto per tutti quelli che non aspettano altro, mi annoio. Preferisco fare una cena con amici, passare una serata a suonare e cantare, stare in un pub, giocare ai videogiochi…insomma, a chi si ritiene socievole perchè va in disco va la mia grossa risata:non c’è un posto al mondo meno socievole di quello!!Lì si va per strusciarsi e fare il troione, non ce ne sono di storie. Per l’afflizione ho tentato almeno di ubriacarmi affondando la dose con una vodka lemon, ma questo non ha fatto altro che peggiorare la mia sonnolenza: appena ho toccato il letto mi son trasformata in una mattonella. Sonno pesante e terribilmente fantastico.

 
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Pubblicato da su 14 novembre 2008 in Discoteca, Me, Riflessioni, Svago, Vita Bresciana

 

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