RSS

Archivi tag: Infanzia

La magia della lettura


Troppo bello, da bambino,
non pensare al tuo destino
vivi solo nel presente,
tutto il resto non è niente.

Quando poi diventi grande
lì ti assalgon le domande:
“Io chi sono, dove vado?”
neanche poi così di rado.

La ricerca è cominciata,
in un libro, una poesia,
ad un tratto l’hai trovata,
sembra quasi una magia

una frase, corta o lunga,
che ti accende la giornata,
non ti sai spiegare come,
ma tu l’hai sempre pensata.

Ecco il fascino del libro,
sconosciuto in apparenza,
che ti legge nel pensiero,
non è forse una veggenza?

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 12 dicembre 2010 in Poesie

 

Tag: , , , ,

Serenità


Ho ritrovato finalmente, un pezzo di serenità, ma non piccolo, assai grande, l’ho sempre avuto poi l’ho perso, non si sa perchè, è colpa mia ma non me lo spiego. Grazie ragazze e grazie soprattutto a te, che mi fai ridere sempre in modo talmente spontaneo che mi sembra di volerlo sempre fare, ritrovando quel feeling così raro, quella complicità che solo con te posso avere e che come una cretina mi son fatta scappare.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 7 febbraio 2009 in Amicizia, Me

 

Tag: , , , ,

Per riflettere


Ieri sera è successa una cosa singolare che mi ha fatto riflettere sulla nostra società, in quest’era in cui i pericoli si nascondono ovunque.
Tornando a casa dal cinema, siam passati in auto davanti a un ragazzino, avrà avuto 13-14 anni, che era seduto su un muretto di fianco alla strada alle 00.30 circa, solo. Siamo andati avanti un pezzo, ma poi ci siamo chiesti se non fosse il caso di fermarci per vedere se aveva bisogno di qualcosa, magari nessuno lo veniva più a prendere per tornare a casa. Allora abbiamo girato la macchina, siamo tornati indietro e abbiamo parcheggiato nel parcheggio di un negozio di mobili che stava vicino a quel muretto. Nico è sceso dalla macchina e gli ha chiesto: va tutto bene? In quel momento mi son resa conto che noi potevamo rappresentare un potenziale pericolo per il ragazzino, nonostante avessimo solo qualche anno più di lui. Infatti il ragazzino con aria allarmata si è tolto gli auricolari dalle orecchie (stava ascoltando l’Ipod) e si è subito alzato in segno di difesa, dicendo che andava tutto bene. L’abbiamo spaventato a morte, c’è talmente paura dei pedofili, dei malintenzionati, che anche quando vuoi fare una buona azione ti senti il cattivo, vi giuro mi son sentita in colpa come una ladra! Che brutta sensazione… Non pensavo che il mio ragazzo incutesse così paura, magari dovevo scendere io, vedendo una ragazza si sarebbe tranquillizzato… Mi chiedo se non abbiamo perso la misura delle cose…

 
1 Commento

Pubblicato da su 9 novembre 2008 in Me, Psicologia, Riflessioni

 

Tag: , , ,

Traumi infantili


Oggi sto pensando alla puntata di “Che tempo che fa” di sabato, in cui c’è stato ospite Paolo Giordano (Lo scrittore del libro che ha vinto quest’anno il premio Strega “La solitudine dei numeri primi”). L’intervista ha toccato alcuni temi, uno di questi il trauma della bambina costretta dal padre a sciare, che rimane poi zoppa per un incidente sulla neve.
Questo mi ha fatto pensare a quanto è vero che dei traumi infantili, banali agli occhi degli adulti, possano condizionarci per tutta la vita. Tra quelli che posso ricordare c’è la permanenza all’asilo, nonostante avessi 4-5 anni (perchè a 3 non c’è stato verso di mandarmi) l’angoscia la ritrovo dentro di me ancora intatta: il disgusto di dover mangiare cose che non mi piacevano, di dover dormire con la testa appoggiata sul banco, e la paura che la mamma non mi venisse a prendere. Questa soprattutto mi ricordo, ogni giorno avevo la convinzione che mia mamma si dimenticasse di me.
Un’ altra sensazione fastidiosa ce l’ho nei confronti del corso di nuoto, ma la cosa strana è che non ci sono mai andata! Mi è bastato infatti, all’età di 5 anni credo, assistere a un corso di nuoto fatto da mio cugino di 2 anni più grande, per farmi decidere che io non ci sarei mai andata. Infatti alla fine ho impararato a nuotare, ma da sola, come da sola ho imparato a fare un sacco di cose dopo. Non mi è mai piaciuto farmi insegnare le cose, va bè ovvio che le materie scolastiche per forza (e per fortuna) ma proprio il rapporto tra chi insegna e chi impara lo vedo sempre con un pizzico di sospetto…non so se sia perchè non mi fido delle persone oppure perchè sono indispettita dal non saper fare una cosa. Me lo chiedo spesso.
Però i traumi che lasciano di più la traccia sono le cattiverie dei compagni di classe. Basta una stupidata, che da bambino tutto si amplifica perchè non hai le conoscenze e l’esperienza necessaria per difenderti. Ho dei casi che mi vengono in mente, ma ovviamente son troppo privati per scriverli in un blog, ma mi ricordo ancora i soggetti, e nonostante ora siano bravissime persone e tutto il resto, resta ancora un pò di antipatia a causa di quelle cose apparentemente banali ma che ti segnano per tutta la vita.

 
Lascia un commento

Pubblicato da su 14 ottobre 2008 in Me, Psicologia, Riflessioni

 

Tag: , , ,