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Archivi tag: Musica

Masochismo: Parte 1


E poi… trovi una canzone che parla di te.

Link al video:
Somebody That I Used to Know

Testo:
Now and then I think of when we were together
Like when you said you felt so happy you could die
Told myself that you were right for me
But felt so lonely in your company
But that was love and it’s an ache I still remember

You can get addicted to a certain kind of sadness
Like resignation to the end
Always the end
So when we found that we could not make sense
Well you said that we would still be friends
But I’ll admit that I was glad that it was over

But you didn’t have to cut me off
Make out like it never happened
And that we were nothing
And I don’t even need your love
But you treat me like a stranger
And that feels so rough
You didn’t have to stoop so low
Have your friends collect your records
And then change your number
I guess that I don’t need that though
Now you’re just somebody that I used to know

Now and then I think of all the times you screwed me over
But had me believing it was always something that I’d done
And I don’t wanna live that way
Reading into every word you say
You said that you could let it go
And I wouldn’t catch you hung up on somebody that you used to know…

But you didn’t have to cut me off
Make out like it never happened
And that we were nothing
And I don’t even need your love
But you treat me like a stranger
And that feels so rough
You didn’t have to stoop so low
Have your friends collect your records
And then change your number
I guess that I don’t need that though
Now you’re just somebody that I used to know

I used to know
That I used to know

Somebody…

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2012 in Uncategorized

 

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Musica ed odori: le vere macchine del tempo


Evidentemente il martedì sera è la mia serata dedicata alle riflessioni profonde. Oppure il martedì mi capitano sempre cose che mi fanno scoprire cose su di me o sulla vita.
E’ incredibile infatti come una canzone possa proiettarti nel passato e farti rivivere le stesse sensazioni per qualcuno o per qualcosa nonostante ormai queste sian sfumate. Eppure vieni catapultata contro la tua volontà, in un passato, è come se la tua persona nel presente facesse capolino da una finestra invisibile e guardasse la tua persona nel passato, è un vero salto nel tempo. La cosa bella è che ciò può capitare volontariamente (ascolto questa canzone che mi ricorda …) oppure può capitare per caso. Anche con gli odori è la stessa cosa, un particolare odore che magari non sentivate da anni vi capita sotto il naso, è come se il tempo presente si fermasse e noi venissimo proiettati laddove questo odore ha vissuto nel passato. Se ci pensate è una cosa tanto meravigliosa, quanto magica e pure spaventosa! E’ una sorta di magia che ci viene regalata dai nostri sentimenti, dalle nostre sensazioni, che a volte sono così equivoche, contraddittorie e misteriose che non riusciamo nemmeno a spiegarle (anzi non qualche volta, diciamo il 95% delle volte).

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2010 in Me, Musica, Religione, Vita

 

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Un fantastico giovedì sera


Metti insieme compagne/i del liceo, un karaoke, stonati bambini egocentrici, nani transessuali canterini, buffi personaggi di contorno, numeri del bingo, ricordi, esami, esperienze.
Persone che nonostante non vedi da anni sembra che hai lasciato l’altro ieri, discorsi che fluiscono spontanei e tante risate.
Poca falsità, come eravamo prima siamo anche ora.
Legami già costruiti e assodati, corde che avevi lasciato nell’armadio e che nonostante non tocchi più da tempo sleghi senza problemi.
So che non leggerete mai questo articolo e questo rende ancora più intima e speciale la mia gioia che volevo comunque rendere pubblica.

P.s: primo 30 degli esami della specialistica!

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2009 in Amicizia, Me

 

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My strange musical brain


Il mio rapporto con la musica è contorto e un pò anomalo, tanto che proverò a descriverlo sul mio blog non tanto per farlo sapere a voi, ma quanto per chiarirlo a me stessa.
Mi piace cantare, qualsiasi cosa, dalle canzoni dei Cranberries alla sigla della pubblicità (“When I was just a little girl, I asked my mother, what will I’ll be…” è la mia preferita di solito), da De Andrè al Bepi (noto nella bergamasca per i suoi testi dialettali), … insomma, non c’è una canzone che non ami cantare.
Mi piace suonare, mi perdo ancora davanti agli spartiti di flauto delle scuole medie di mia sorella, facendo scappare il gatto che a quanto pare non ama molto il suo suono. Provo un piacere interiore quando suono la chitarra, non so come spiegarlo, forse la cosa che più si avvicina è una specie di delirio di onnipotenza davanti all’ ascolto della musica e della voce entrambe prodotte da me. Sento una specie di rimpianto che mi pizzica lo stomaco quando penso all’abbandono del clarinetto proprio mentre stavo per entrare nella banda del paese, e mi sento profondamente delusa dal fatto che non so suonare il pianoforte (riscoperto grazie a Claudio che con gli spartiti di Allevi mi fa sempre emozionare quando lo ascolto).
Non è che ci sia una musica che proprio non mi piace, diciamo che sono un pò di bocca buona poichè c’è almeno una canzone di ogni genere che mi trasmette qualcosa (e questo è l’unico mio parametro di giudizio che utilizzo). Però non sento quasi mai il bisogno di ascoltarla. Vedo persone sempre attaccate all’ I-Pod, con le cuffie nel computer, folle che vanno ai concerti e spettatori di orchestre. Forse la mia è noia, forse è perchè vorrei essere io in quel momento a suonare e cantare, bo, non me lo so spiegare. L’unico momento invece in cui mi piace ascoltarla è in automobile, probabilmente perchè mi tiene compagnia o forse è un inizio di riavvicinamento all’ascolto, o come piace chiamarlo a me, alla musica passiva. Dopo essermi chiarita un pò le idee, o quantomeno avendoci provato, vado a nanna in compagnia di un buon libro al quale, a differenza della musica passiva, mi abbandono completamente.

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2009 in Musica

 

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